Right said Bill.

Mi trattengo di parlare di politica; intanto non appartiene a questo sfogo infantile di blog, e poi sono un bovino con delle idee che possono venir plasmate e cambiate da fonti di informazione che tendono a stravolgere i miei punti di vista e le angolazioni con le quali provo a classificare ogni evento. Non avendo una ideologia che mi supporta, posso anche avere dubbi e ripensamenti.

Questo in Italia, ma anche in USA che ovviamente seguo per curiosità ed anche perchè la nostra vecchia Europa non può fare a meno di guardare oltre l’Atlantico, bene o male che sia.

Quando mi ricordo, seguo questo talk show su YouTube e penso che il conduttore sia uno dei migliori. Ovviamente non prendo per oro colato tutto quanto dice; a volte mi sembra un po’ troppo carico, ma insomma tra i vari mi sembra equilibrato ed obiettivo in fascia alta. Salvo & conservo questo filmato perchè credo vada al cuore di un problema, uno di quelli che hanno consegnato gli USA a Donaldo. Per quanto so, è la prima volta che un host nazionale cita in televisione un elemento delicatissimo come nessuno mi sembra abbia mai avuto il coraggio di fare così direttamente. Poi il format richiede un sacco di risate finte, a comando, ospiti che annuiscono sorridenti ed allineati all’host, ma vabbè, queste sono cose inevitabili per loro. Ma il Re è nudo.

Ecco lo stesso filmato della bassa pressione aggiornataodi 48 ore con un bel buco in mezzo, mancano una decina di ore.

Fiocconi a Grange; la bassa pressione di cui sopra veicola un po’ di neve sulle Alpi Occidentali, versante italiano.

Miriam mi ha mandato un link di un articolo di giornale che le è comparso sul cellulare e che recita “In arrivo la tempesta Gabri”. E’ un giornaletto fazioso, anch’esso a caccia di facili link procurando allarme e raccontando balle. La terribile tempesta è prevista portare apporti di circa 4 millimetri di pioggia che oltre i 1000 metri potrebbe tradursi in circa 2 centimetri di neve.

Messaggio ad uso Facebook ed altri.
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Riva Ombrosa.

Finesettimana tranquillo. Fuori c’è vento e fa freddino, colpa di quel vortice di bassa pressione che spinge aria sopra la pianura padana, aria che poi travalica gli appennini dietro genova ed arriva sparata sul mare, tutto minuscolo.

Ieri sera Miriam ha toccato qualcosa nei comandi della lavastoviglie, tutte le luci si sono accese come un albero di natale e poi ha chiamato me. Ho imparato che si può fare il reset, che ho fatto. Non ho atteso il risultato e sono sgattaiolato a letto.

Probabilmente quando la lavastoviglie verrà riaccesa, non si ricorderà di essere una lavastoviglie, penserà di essere un frigorifero, o un forno, una lavatrice forse?

Adesso sta guardando con Miriam “Riva Ombrosa” ma non sa ancora di essere un elettrodomestico.

Il titolo del film a puntate è chiaramente un riferimento sessuale. Le rive sono le grandi labbra che si trovano appena fuori dalla vagina ed ovviamente proiettano la propria ombra nelle zone circostanti, dove in caso di cielo sereno e molto irraggiamento, si forma la brina nelle giornate più fredde. Questo spiega il successo delle creme anti screpolature per la patata.

Per quanto i personaggi tentino di darsi un contegno, è evidente che vorrebbero trombarsi tra di loro dall’inizio alla fine. Infatti il titolo provvisorio era Riva Bagnata, poi però è arrivato il ban da Roma, ed allora ci si è limitati all’ombra. Chi vuol capire, capisca.

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Queste sono da salvare, penso.

E’ probabile che ce ne sia già una simile, perchè la Luna passa di li da qualche milione di anni, il ghiaccio sulla Pozzanghera a Gennaio non è così raro. Forse è la prima volta però con la luce inutile sul moletto. Adesso pubblico questa stupefacente immagine su Instagram e riceverò un sacco di complimenti, richieste di amicizia o semplici incontri casuali una botta e via con qualche gnocca esotica che mi scrive dai Caraibi.

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Il freddino.

Che ormai viene spacciato per gelo polare perchè ci siamo dimenticati che qualche decennio fa era del tutto normale avere freddo in pianura padana ed andare sotto zero.

La brace sotto il molo. Gastone non c’è ancora perchè aspetta che il sottile ghiaccio si sciolga quando il sole è più forte. Chissà dove passa la notte ed altri quesiti scemi.

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I paragoni.

  1. Il freddo a New York arriva quasi sempre da Nord Ovest, a Genova da Nord Est. Però a NYC il freddo è decisamente figo, arriva dal Canada (fighissimo). A Genova arriva dalla Russia (un po’ meno figo) e poi attraversa l’Est Europeo (ancora meno figo).
  2. A New York c’è il New York Times che vede il mondo attraverso la lente liberale. Anche a Genova abbiamo un giornale che dice di essere liberal, però i liberals di New York sono fighi, i nostri liberals in realtà sono conservatori e provinciali.
  3. Internet. A New York c’è Spectrum, fighissimo, velocissimo. In Italia forse è arrivato il momento di scegliere un grosso nome unico, un tizio miliardario che ci può ricattare quando si sveglia con il belino inverso, ma almeno si spera che ci ricatti a 100 mbs e non a trenta quando va veramente bene.
A casa va decisamente meglio che in ufficio.
  • 4. Nonostante i guanti, con il freddo la mia mano (foto sotto) sembra la cartapecora di Tutankamon. Anche la faccia sembra che me l’abbiano imbalsamata tremilatrecento anni fa.

Gastone pesca dove il ghiaccio si scioglie. Questa osservazione non prenderà alcun premio letterario ma andava fatta. Google mi suggerisce di fare pubblicità alla Pozzanghera fangosa. Visto che è listata come attività, ogni tanto mi dice che ha avuto un sacco di interazioni con il pubblico e mi suggerisce slogan che per la Pozzanghera sono assolutamente ridicoli.

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La temperatura è simile.

Rientrando da New York a Basaluzzo la temperatura è cambiata di poco, mentre a Genova di gradi ce ne sono circa 6 con la tramontana. Adesso devo aspettare la prima pioggia a New York per scoprire che la campana vicina alla webcam produce qualche suono.

Per il volo di ritorno avevo paura di non dormire ed allora ho raddoppiato la dose di Stilnox. Sono 15 ore che sono rincoglionito e rispondo solo dopo diversi secondi da quando una qualsiasi domanda mi viene posta. Ciò irrita molto Miriam. Adesso vado a dormire, di nuovo.

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Belle merde.

Il New York Post è un tabloid neworkese di matrice populista tendente alla destra, noto per le sue prime pagine “aggressive”. Questa è dedicata all’incendio che sta colpendo i quartieri a nord di Los Angeles. Tutti conoscono la canzone dei Mama’s and Papa’s in cui un triste abitante di New York nel 1963 sogna di andare in California dove c’è tanto sole e ‘sti cazzi in salmì. Ne avevano fatto anche la versione italiana, una di quelle band di cappelloni da balera che tanto piacevano ai giovani di quell’epoca.

Invece di dreaming il termine reaming che vuol dire diverse cose ma si riferisce credo allo “sgombero”, alla “pulizia” di interi quartieri.

Questo sopra non sembra polemico, però non manca un accenno alle vere o presunte colpe della amministrazione democratica della California.

E per concludere questa boriosa esposizione, un titolo che fa riferimento alle sparate di Trump sul futuro espansionistico degli USA dopo il suo insediamento il 20 Gennaio. Donroe adesso so chi è perchè c’è Wikipedia. Pare che Trump abbia apprezzato molto questa copertina; a me sembra che sia ironica e forse mi sbaglio. Ma comunque Trump non conosce l’ironia, l’applica diffusamente forse senza saperlo. “Panamaga” non può essere serio anche se ormai qui la politica è talmente un circo che non capisco dove finisce la serietà e dove inizia l’ironia.

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La mia prima partita di Basket.

Per la serie ; This is America. Sport che qui si chiama Basketball. Da noi non riteniamo che sia importante specificare che nel canestro ci va una palla. Se uno sente parlare di Basket in effetti potrebbe pensare al cestino della frutta, dove si può mettere una palla ma anche frutta e verdura. Infatti, chi non sa le cose, potrebbe pensare che sia un gioco dove nel canestro all’altezza di tre metri ci deve andare una sedia, o un trapano elettrico, un servizio da the. Ma gli USA sono precisi e dunque chiariscono, per chi avesse dei dubbi, che nel basket ci va una palla e solo una palla. Cosi non ci sono incomprensioni e litigi tra le squadre.

La partita era tra gli alunni maschi della classe del figlio tredicenne di una coppia di amici ed analoga squadra di un’altra scuola. Sono arrivato un po’ prima e mi sono messo sul marciapiede, spalle vicine al muro, cappello calato fino agli occhi, sguardo fisso nel vuoto. A qualche metro da me la porta della scuola, presidiata da uno della sicurezza che conosceva tutte le mamme, i papà ed i ragazzini. Ma non conosceva me. Infatti dopo una decina di minuti, mi si è presentato davanti e mi ha chiesto “che cosa sta facendo qui”. Gli ho detto “aspetto degli amici” al che mi ha chiesto “chi sono i tuoi amici”. Quando gli ho fatto nomi e cognomi e gli ho detto che ero li per la partita, si è rilassato e mi ha detto “Mi chiamo Chris” ed ha ripreso il suo posto di addetto alla sicurezza

Quando sono arrivati i genitori del ragazzo, siamo entrati insieme nella scuola e la mamma ha detto al tipo “lui è con me” ed io ho aggiunto “ma ci conosciamo, ciao Chris” e siamo entrati.

All’uscita era sempre li, quando mi ha visto eravamo diventati amici ed ha abbozzato una sorta di scusa. Gli ho ricordato che quello è il suo lavoro, ha fatto bene ed anzi grazie del suo servizio”. Se mi rivede spero mi riconosca, oppure mi spara direttamente, qui non ci sono le mezze misure. Ha vinto la squadra del figlio degli amici, 48 a 27. Era la mia prima partita di basket dal vivo, divertente, istruttiva.

Parlando con una signora, mamma di un bambino di 20 anni, mi raccontava di quando, dieci anni fa, il piccoletto è caduto in cucina e si è aperto una guancia. La mamma lo ha medicato, gli ha messo quei cerotti che sostituiscono i punti di sutura e la cosa è finita li. Dopo qualche mese la mamma ha portato il figlioletto a fare una visita di controllo. Tutto bene ma verso la fine il medico ha chiesto al ragazzino “come ti sei fatto questa ferita?”. La mamma ha spiegato al medico cosa era successo, il medico in tutta risposta ha iniziato a guardare centimetro per centimetro la testa ed il collo del bambino, poi gli ha fatto sfilare la camicia e gli ha accuratamente ispezionato la schiena ed infine gli ha controllato le gambe.

Ogni anno negli USA dai 500.000 ai 600.000 bambini subiscono gravi abusi in famiglia di natura fisica. La mamma sapeva di questa situazione, ne parlano spesso in televisione e durante l’ispezione non ha battuto ciglio, mi ha raccontato che però sudava freddo perchè se per sbaglio il bambino avesse mostrato incertezza o avesse voluto fare lo spiritoso dicendo “la mamma mi ha picchiato”, la situazione sarebbe degenerata fino a togliere seduta stante il bambino alla madre. Morale, MAI scherzare con un medico specialmente se c’è di mezzo un minore.

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Ed intanto Gastone si nutre.

La frase del giorno: “Growing old is mandatory, growing up is optional.”. E poi oggi molti riferimenti sul nostro (loro) presidente eletto e le sue passioni espansionistiche.

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Ecco un’altra pasquinata.

La webcam in streaming è sotto la struttura bianca. Sopra ho incollato ed assicurato con un cavo un “tamburo di acciaio”. Ci sono sette tagli che formano delle linguette, ciascuna di dimensione diversa. Ogni linguetta, se percossa con un martelletto, emette una delle sette note del pentagramma. Ma emette le note anche se una goccia di pioggia colpisce la linguetta.

Parto dal presupposto che quando piove, dal vivo si sentono le gocce di pioggia che colpiscono la tettoietta di legno. Dunque il microfono della webcam è molto sensibile. Basterà una goccia di pioggia a far risuonare il tamburo? Da qualche parte ho letto di si. Non so che dimensione deve avere la goccia, in Amazzonia anche 8 millimetri di diametro, qui se arriviamo a 4 dovrebbe bastare. Devo solo aspettare una giornata di pioggia moderata. Non azzardo previsioni.

In questa immagine da presepe si nota che ho eliminato la scritta stefanome in alto a sinistra. Perchè la pubblico su una pagina che riguarda proprio questo posto, per sensibilizzare i responsabili ad installare una o più webcam panoramiche. Però un tizio particolarmente bilioso se la prese a morte con me perchè pensava vendessi webcam o facessi qualche pubblicità occulta. E poi i condomini qualche mese fa hanno detto “NO” al servizio di internet ad alta velocità condominiale perchè sarebbe costato BEN Euro 100 ad appartamento. Dunque mi sa che la mia resterà l’unica webcam di Grange Sises per un po’. Scemi di guerra.

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